La Vita in un Attimo

La Vita in un Attimo

Febbraio 6, 2019 0 Di ilmuretto
Un complicato intreccio di destini che esalta la forza dell’amore ma rimane vittima delle sue stesse ambizioni. Drammatico, Sentimentale – USA 2018. Durata 118 Minuti.

Will, quarantenne newyorchese abbandonato dalla moglie, ricostruisce la sua storia in una seduta di psicanalisi: l’amore per Abby, gli anni del college, l’intimità matrimoniale, un pranzo con i genitori di lui e poi, inatteso, il giorno della separazione. O forse no. Forse nel passato di Will c’è evento così traumatico da non poter essere raccontato… Vent’anni dopo, il frutto dell’amore fra Will e Abby, la ventenne Dylan, rabbiosa e lacerata dall’assenza dei genitori, incontra per la strada il coetaneo Rodrigo, studente di origine spagnola figlio di una coppia di lavoratori dell’Andalusia, che anni prima era già stato in quello stesso luogo per una vacanza…

Tra una New York da cinema indie e una Spagna da cartolina, tra Bob Dylan e il romanzo nel romanzo, un complicato intreccio di storie e destini che esalta la forza dell’amore, capace di rigenerarsi al di là di ogni tragedia.

«La vita come massimo narratore inaffidabile»: è questa la tesi di La vita in un attimo, secondo film diretto da Dan Fogelman, creatore della serie This Is Us e sceneggiatore di film d’animazione come Cars 2 e commedie sentimentali come Crazy, Stupid, Love, che intreccia i destini di diversi personaggi e insegue i misteriosi percorsi della vita stessa (Life Itself è il titolo originale).

Diviso in due parti destinate a confluire l’una nell’altra, il film comincia come un mumblecore newyorchese patinato, tra immagini mentali del protagonista Will (Oscar Isaac), primi piani elegiaci della bellissima Abby (Olivia Wilde), argute discussioni sul tema letterario del narratore inaffidabile o sul valore artistico di Time Out of Mind di Bob Dylan (con la splendida Make You Feel My Love a fare da leitmotiv del film), per poi diventare il racconto di una giovinezza allo sbando (con Olivia Cooke a impersonare la figura della sfortunata Dylan) e dopo ancora una sorta di telenovela immersa nella luce calda dell’entroterra spagnolo e dominata da un Antonio Banderas che gigioneggia senza contare senza controllo.

Tutto converge e poi riparte in un punto ben preciso di New York, lungo le strisce pedonali di una strada trafficata, ma a forza di allargare lo spettro dei personaggi, di aggiungere tragedie su tragedie, raccontare amori perduti che ne generano altri più fortunati e mescolare un narratore interno (Samuel L. Jackson) e una voce narrante coinvolta in prima persona nella rete di relazioni che dovrebbe dipanare, La vita in un attimo finisce per trasformare il melodramma in farsa e per togliere credibilità o autentica sorpresa a ogni svolta narrativa.

E più che dalle parti del dramma corale This Is Us, ci si ritrova in un pasticcio metaletterario vittima delle sue stesse ambizioni, in buona compagnia di altre recenti e altrettanto fallimentari operazioni, come Collateral Beauty, Third Person o La storia dell’amore.